LA SUPERSTIZIONE DEL DIVORZIO
di G.K. Chesterton
EDIZIONI SAN PAOLO
(Traduzione di Pietro Federico e di Tommaso Maria Minardi)
DESCRIZIONE
Un saggio sul matrimonio e contro le false illusioni del divorzio, firmato dall’indimenticabile autore di Padre Brown.
Per Chesterton il matrimonio “non è un’indagine, o un esperimento, o un incidente”; è un voto, un giuramento. E il giuramento è un limite, una finestra. L’unica finestra dalla quale affacciandosi l’uomo possa comprendere il senso della propria vita e della Storia. Chesterton ci racconta dell’amore come un ponte lanciato sull’abisso che si stende tra l’uomo e la donna. Uno dei pochi ponti antichi e coraggiosi sopravvissuti e distesi a sorreggere la nostra civiltà, ma anche l’unico innato nell’anima umana. L’unico in grado di resistere al potere. L’amore pieno di passione per la vita, l’amore cardine e frutto di realismo, decisione e lealtà.
Gilbert Keith Chesterton, nato a Londra nel 1874, è stato giornalista, polemista e scrittore. In trent’anni ha scritto quasi cento libri tra saggi, biografie, raccolte di poesie, opere teatrali, romanzi e racconti brevi. Ha dato vita al personaggio di Padre Brown, protagonista di una lunga serie di romanzi e racconti gialli. Le edizioni San Paolo hanno pubblicato la raccolta completa dei suoi racconti I racconti di padre Brown (2010).
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TUTTO SEMBRA INDICARE
di Jordi Virallonga
(Traduzione di Pietro Federico e Elisabetta Voli)
Nella collana di poesia delle Edizioni del Leone dedicata agli autori stranieri è stata di recente pubblicata un’interessante raccolta del poeta spagnolo Jordi Virallonga, tradotto da Pietro Federico ed Elisabetta Voli, intitolata Tutto sembra indicare. Il volume contiene un’ampia prefazione del poeta Paolo Ruffilli che presenta così Virallonga: “La distensione è la cifra della poesia di Jordi Virallonga: una disposizione al racconto, sia pure bloccata e resa intermittente dall’autore. (…) Quel racconto, naturalmente, il cui filo ha l’andamento involuto della memoria e, insieme, l’intermittenza dell’inconscio. Perché la parola, che muove secondo un fine preciso e ordinato, poi finisce col portarsi dietro altre parole, conducendo, ma anche abbandonandosi ad un flusso che è lo scorrere di tanti brandelli: citazioni, di se stesse e di altre situazioni, a cui continuamente si impone una piccola , ma costante deviazione. (…) Il far poesia è per Virallonga, ironicamente quanto basta, l’occasione per catturare qualche segno e imprigionarlo come in una ragnatela baluginante nella poca luce o nell’intreccio dei fili di un arazzo all’improvviso rivelatore di un disegno emergente dai particolari.”
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CE N’E’ COSI’ POCO DI AMORE?
cinque poesie di W.H. Auden tradotte da Pietro Federico
in clanDestino (rivista di poesia e letteratura) – n° 3/4 2007
CINQUE POESIE DI AUDEN
Più alto oggi
Più alto oggi, noi ricordiamo sere simili,
Camminando insieme in un frutteto senza vento,
Dove il ruscello corre sopra la ghiaia, lontano dal ghiacciaio.
Notti vengono portando la neve e l’urlo morto
Sotto i promontori nella loro dimora ventosa
Perché l’Avversario fa domande troppo facili
In strade deserte.
Ma felici ora, anche se non ci siamo avvicinati di più l’uno all’altro,
Vediamo fattorie illuminate lungo tutta la valle;
Sotto la tettoia del mulino il martellamento s’interrompe
E uomini vanno verso casa.
All’alba rumori porteranno
Libertà per qualcuno, ma non questa pace
Che nessun uccello può contraddire: che passa qui soltanto, sufficiente ora
Perché qualcosa abbia compiuto quest’ora, amata o sopportata.
(Marzo,1928)
Orfeo
Che cosa spera il canto? E le sue mani mosse
Di poco via dagli uccelli, i timidi, i beati?
Per essere disorientato e felice,
O la maggior parte di tutta la sapienza della vita?
Ma i belli sono contenti delle note taglienti della brezza;
Il calore è abbastanza. Oh se l’inverno veramente,
Se il debole fiocco di neve si oppone,
Cosa farà il desiderio, cosa farà la danza?
(Aprile 1937)
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L’INCONCEVABLE / Linconcepibile
di Jean-Baptiste Para (traduzione di Pietro Federico)
e-book
Alcuni brani sono presenti anche in clanDestino (rivista di poesia e letteratura) – n° 1, 2007
Sur la forêt et le torrent à l’écume blanche,
Le ciel est tendu comme une vessie de tambour.
L’enfant aux mains barbouillées de mûres
Éprouve l’immensité dans chaque direction
Et s’il glisse un regard dans la fente des siècles
Où les livres et le temps font courir les aurores
Il voit les morts qui n’ont plus de mémoire
Façonner avec lui les significations.
*
Sulla foresta e il torrente dalla schiuma bianca,
Il cielo è teso come una vescica di tamburo.
Il bambino dalle mani imbrattate di more
Prova l’immensità in ogni direzione.
E se scivola uno sguardo nella fessura dei secoli
Dove i libri e il tempo fanno correre le aurore
Vede i morti che non hanno più memoria
Forgiare con lui i significati.



